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I miei genitori mi hanno sempre raccontato che quando avevo pochi mesi di vita e non li facevo dormire, riuscivano a calmarmi con il disco di “Natalie Cole“. Avevo già gusti un po’ “particolari” e sopratutto avevo già bisogno di musica. La musica è un bisogno, una cura, un sollievo per chi la fa entrare nella propria vita. Io con la musica ho avuto la fortuna di crescere, ho avuto la fortuna di avere tanti strumenti a casa e di poter “giocare” con loro. Spesso riguardo vecchi video e uno in particolare mi è rimasto impresso nella mente, è un video dove io muovo i primi passi mentre  mio padre suona al piano un pezzo di Sergio Mendes tratto dal disco “Brasileiro”. In questo disco c’è anche un’altra canzone che quando l’ascolto adesso mi riporta magicamente a quei momenti, ai primissimi ascolti alle primissime emozioni, la canzone si chiama “Lua Soberana” e per me rappresenta il primo sviluppo della musica nella mia anima e nel mio cuore. Mia mamma mi ricorda sempre che quando cominciai a parlare inziai a cantare, la prima canzone fu E POI di GIORGIA. I miei primi anni di vita sono stati “MUSICA” a colazione, pranzo e cena. A 5 anni i miei programmi preferiti erano BRAVO BRAVISSIMO e MTV, e ogni volta che veniva qualcuno a casa facevo un mini concerto con il mio microfono. Crescendo e cominciando ad andare a scuola, scontrarsi con la vita reale non è stato facile, a volte l’ambiente scolastico può essere devastante per le persone molto sensibili. Quando un bambino/a ha a che fare con il bullismo non c’è mai nulla di positivo ed è difficile uscirne anche se gli altri sono anche bambini e non sono problemi veri, ma in quel momento sembrano la fine del mondo. Una sera mia mamma mi disse che sarebbe stata una bella idea cominciare a suonare uno strumento come papà e io pensai subito alla “chitarra”, cominciare a scrivere canzoni tutte mie mi sembrava un’idea bellissima. La chitarra mi aiutò ad uscire da quel brutto periodo, anche se qualcosa dentro di me c’è sempre. Tutt’ora mi fa riflettere su come molte cose nella vita non hanno un senso. La mia prima canzone con la chitarra fu Talkin’ ‘Bout A Revolution di Tracy Chapman. In quel periodo scoprì anche Joni Mitchell con il DVD live “Shadows And Light” con Jaco Pastorius e Pat Metheny. Formai la prima band quando avevo 16 anni, 2 chitarre basso e batteria, suonare con altri ragazzi della mia età era bellissimo anche se pensandoci bene la primissima band era composta da mio padre al basso, mio fratello di 6 anni alla batteria e io chitarra e voce. In quel periodo iniziarono anche le prime esperienze in studio di registrazione con le demo delle mie prime canzoni. Lo studio è un posto dove amo tantissimo stare, è dove nasce il ricordo della musica, dove nascono i dischi. I dischi sono come le foto quindi sono dei ricordi, catturano un momento che rimane per sempre. Le chitarre per me hanno un’anima, racchiudono tutte le emozioni e le trasformano in musica. Io parlo di chitarre ma alla fine qualsiasi strumento per me ha un’anima che si costruisce col tempo e con le esperienze vissute insieme. La mia prima chitarra acustica fu una Ovation e la prima chitarra elettrica una Strato della EKO. Per un periodo della mia vita amavo più la chitarra acustica, ascoltavo i dischi di Norah Jones e i pezzi in acustico di John Mayer o Eric Clapton. Tutto cambiò quando acquistai la FENDER STRATOCASTER una CLASSIC 7O. Cominciai ad ascoltare Stevie Ray Vaughan e Jimi Hendrix. Ricordo l’amore a prima vista con la Fender, era appesa in alto nel negozio e ricordo che appena suonai i primi accordi dissi “voglio lei”. Dopo La Ovation come chitarra acustica arrivò una Takamine e suonai tantissimo con lei, tanti concerti e tante esperienze belle e brutte. Il mio sogno era avere una Martin e questo Simona lo sapeva bene così un giorno mentre ci trovavamo a Roma decise di andare a cercarne una così come la desideravo io, una Martin piccola modello 000, la trovammo subito e me la regalò con tanto amore, aveva delle strane striature e subito capì che sarebbe stata la mia nuova compagna di vita, le prime sere me la coricavo accanto al letto, con lei ho scritto tutte le canzoni del mio nuovo album Something True. Se penso a tutto quello che ho vissuto con la musica, rimangono in mente soltanto cose belle, anche se quelle brutte ci sono state ma sono servite a crescere. In fondo fin da piccola ho sempre saputo cosa avrei voluto fare nella vita. A volte le cose ti appartengono e credo che la musica fa e farà sempre parte della mia anima.

Roberta.

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